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Cucina - Impianti in cucina

In questa guida vedremo come predisporre gli impianti in cucina, come illuminare al meglio i piani di lavoro, dove e come posizionare le prese elettriche, l'impianto dell'acqua e del gas.
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La cucina è il luogo più amato della casa, è quello dove passiamo il tempo con i nostri cari e i nostri amici; è anche quello che andrebbe attrezzato al meglio per rendere la preparazione del pasto e la sua consumazione un vero piacere.

Ma come è consigliabile disporre gli impianti in cucina e come illuminare al meglio i piani di lavoro?
Dove e come posizionare le prese elettriche, l’impianto dell’acqua e del gas?
Cercherò di rispondere brevemente, (anche se il discorso sarebbe assai più lungo) con questa breve guida.

ILLUMINAZIONE

  • E’ importante prevedere un’illuminazione sotto i pensili per facilitare le operazioni di pulizia e preparazione degli alimenti, se avete intenzione di fare dei lavori edili vi consiglio di posizionare una scatola 10X15, nascosta dietro i pensili per l’alloggio del trasformatore che andrà ad alimentare strisce led, o quello che preferite (consiglio vivamente l’uso di luci sotto-pensile con tensione a 12V, è preferibile non giocare con corrente a 220V).
  • Se invece non avete intenzione di fare i lavori, ma avete una presa sotto i pensili, potete collegare lì il trasformatore nascondendolo dietro un robot da cucina o un bel vaso, oppure potete optare per luci sotto-pensile a batteria, ne esistono di vari modelli.
  • Una controsoffittatura (se l’altezza pavimento-soffitto al finito risulti almeno di 270cm, 255cm se l’immobile si trova in aree montane oltre i 1.000 metri sul livello del mare) è un’ottima soluzione per incassare dei faretti; devono essere posti a circa 55-65cm dalla parete (35cm profondità pensili + 20-30cm) per illuminare il piano di lavoro, la lavastoviglie o il forno una volta aperti.

IMPIANO ELETTRICO A SERVIZIO DEL PIANO DI LAVORO

  • Prevedete sempre in fase di ristrutturazione qualche scatola a circa 20cm dal piano di lavoro, l’ideale sarebbe predisporre almeno un frutto schuko, la più conosciuta siemens (ideale per robot da cucina o macchinetta per il caffè), due prese standard per piccoli elettrodomestici (almeno una posta vicino al piano cottura) e anche un frutto USB (molto comodo per caricare smartphone o tablet).

IMPIANO ELETTRICO DEL PIANO AD INDUZIONE

  • Se nella vostra casa non avete ancora allacciato il metano oppure l’opzione “bombola GPL” non è fattibile, potete optare per l’uso del piano ad induzione, dovete considerare che l’assorbimento di questo elettrodomestico sfora, a volte anche di molto, i classici 3kW che vi fornisce il vostro gestore di energia elettrica (esistono in commercio piani ad induzione meno dispendiosi di energia ma il loro costo supera, a volte anche abbondantemente i 500€).
    Dovete poi considerare che il piano ad induzione ha bisogno di cavi elettrici di sezione maggiore rispetto a quelli dei comuni elettrodomestici (dai 4 ai 10mmq, dipende dalla potenza del piano) e il cavo che arriva al piano cottura deve essere collegato direttamente al quadro generale.

IMPIANTO ELETTRICO ELETTRODOMESTICI

  • In linea generale gli elettrodomestici sono predisposti con presa schuko, la più conosciuta siemens, (non tranciate MAI la presa dal cavo dell’elettrodomestico posta dalla fabbrica per attaccare il cavo direttamente all’impianto, perché l’elettrodomestico in caso di guasto potrebbe non passare in garanzia) oppure hanno solo un cavo elettrico (sconsiglio di attaccare l’elettrodomestico direttamente al cavo della corrente perché anche in stand by continua a consumare corrente, oppure in caso di temporale potrebbe danneggiarsi e non passare in garanzia, ovviamente), usate sempre prese elettriche che è possibile staccare.

CAPPA DI ASPIRAZIONE

  • La cappa sul piano cottura può essere del tipo aspirante oppure filtrante, quella aspirante espelle direttamente l’aria all’esterno dell’abitazione, quella filtrante aspira l’aria, attraverso dei filtri neutralizza gli odori (il filtro a carboni attivi che va sostituito) e reimmette l’aria nella cucina. Hanno entrambi dei filtri anti-grasso che vanno puliti.
  • La cappa aspirante è senz’altro più efficiente e ha bisogno di meno manutenzione, ma necessita di un tubo di uscita fumi che può essere facilmente nascosto da una controsoffittatura, se le altezze (pavimento-soffitto) lo consentono.
  • La cappa, in particolare quella per piano cottura posto su isola o penisola, andrebbe sempre istallata con appositi tasselli, idonei alla struttura del solaio, e MAI fissata al solo cartongesso.

IMPIANTO GPL O METANO

  • Se avete un impianto GPL o gas metano che alimenta il piano cottura e/o il forno, dovete prevedere una valvola a sfera (saracinesca per gas) da incassare nel muro tra piano di lavoro e pensili, oppure una saracinesca nascosta all’interno delle basi della cucina, che sia però facilmente raggiungibile aprendo l’anta; questo serve a facilitare la chiusura del gas in caso siate fuori casa oppure in caso di pericolo.

IMPIANTO DELL’ACQUA E DI SCARICO (LAVELLO E LAVASTOVIGLIE)

  • Il classico sifone per lo scarico del lavello ha anche l’innesto per attaccare lo scarico della lavastoviglie sulla destra, sulla sinistra oppure in alto (consiglio di usare l’attacco in alto oppure di sollevare a ridosso del sifone sotto-lavello il tubo di scarico dell’acqua della lavastoviglie per evitare che l’acqua di scarico del lavello possa raggiungere la lavastoviglie) è molto facile da istallare o da sostituire, ne esistono anche di estremamente compatti che una volta istallati toccano quasi la parete dietro le basi della cucina, così da avere molto più spazio sotto al lavello.
  • Sulla parete sotto il lavello, all’uscita dell’acqua a servizio del lavello, è sempre consigliabile mettere dei tubi flessibili coordinati di rubinetti, così in caso di rottura del miscelatore, è possibile la chiusura immediata dell’acqua sotto il lavello.

E’ importantissimo sapere che la normativa (D.M. 5 Luglio 1975) ci impone che in cucina ci sia almeno una finestra che assicuri l’entrata di luce naturale e tale finestra abbia una superficie apribile pari almeno ad 1/8 della superficie pavimentata, ciò assicura il giusto ricambio d’aria.


Valentina Mancini


Mi sono laureata a “La Sapienza” di Roma in Tecniche dell’Architettura e delle Costruzioni, amo tutto del mio lavoro e cerco sempre di dare il massimo ai miei clienti.



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