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Pratiche edilizie - Permesso di Costruire (PDC)

La pratica edilizia più complessa è il PDC (Permesso Di costruire), è un provvedimento amministrativo emesso dal comune con cui si autorizza la trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio
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La pratica edilizia più complessa è il PDC (Permesso Di costruire), è un provvedimento amministrativo emesso dal comune con cui si autorizza la trasformazione edilizia ed urbanistica del territorio, trasformazione che deve necessariamente essere conforme agli strumenti e disposizioni urbanistiche di pianificazione (PRG, NTA…) e se siamo in presenza di vincoli il rilascio del PDC è secondario al rilascio delle autorizzazioni necessarie.

TIPOLOGIE DI INTERVENTO CHE È POSSIBILE REALIZZARE CON IL PDC:

  1. Nuova costruzione di manufatto edilizio (fuori terra o interrati)
  2. Interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;
  3. Istallazione di torri e tralicci;
  4. Manufatti leggeri realizzati in qualsiasi materiale;
  5. Depositi e impianti all’aperto;
  6. Interventi edilizi non ricadenti nella Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e risanamento conservativo e nella Ristrutturazione edilizia;
  7. Ristrutturazione urbanistica;
  8. Varianti in corso d’opera a permessi di costruire con variazioni essenziali oppure con modifica della sagoma per immobili del centro storico;
  9. Modifica rilevante a livello urbanistico della destinazione d’uso;
  10. Permesso di costruire (o SCIA alternativa al PDC) in sanatoria;

CHE INTERVENTI È POSSIBILE REALIZZARE CON IL PDC:

La normativa di riferimento è il DPR. 380/2001 (Testo Unico dell'edilizia) e il D.lgs. n. 222/2016 (decreto SCIA2), in generale gli interventi che è possibile realizzare sono:

  • Ampliamento di manufatti edilizi esistenti, fuori terra o interrati, all'esterno della sagoma esistente che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
  • Istallazione di torri e tralicciper impianti radio-ricetrasmittenti o per i servizi di telecomunicazione;
  • Istallazione di manufatti leggeri utilizzati come abitazione, luogo di lavoro, magazzini o depositi aventi struttura di qualsiasi genere (roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni). Fanno eccezione quelli che soddisfano esigenze temporanee oppure istallati in strutture ricettive all’aperto (sosta o soggiorno di turisti) previa autorizzazione edilizia, paesaggistica, urbanistica e conformi alle normative regionali;
  • Depositi e impianti all’aperto che comportino la trasformazione permanente del territorio;
  • Ristrutturazione urbanistica che modifichi il tessuto urbanistico-edilizio;
  • Varianti in corso d’opera a PDC con variazioni essenziali oppure con modifica della sagoma per immobili del centro storico;
  • Modifica rilevante a livello urbanistico della destinazione d’uso, cioè se si vuole variare la sua categoria funzionale: a) residenziale; a-bis) turistico-ricettiva; b) produttiva e direzionale; c) commerciale; d) rurale.
  • Permesso di costruire (o SCIA alternativa al PDC) in sanatoria, cioè interventi realizzati in assenza o in difformità, solo se questi interventi risultino conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione, sia al momento della presentazione della domanda in sanatoria.

COME FUNZIONA?

La pratica per la richiesta di PDC va presentata allo Sportello Unico, entro 10gg viene nominato il responsabile del procedimento, il responsabile entro 60gg (120gg nel caso di progetti particolarmente complessi) deve valutare la documentazione e stabilire la conformità del progetto alle normative e agli strumenti urbanistici vigenti.

Il responsabile può sospendere il provvedimento congelando i tempi di 60 o 120gg per:

  1. proporre modifiche al progetto presentato, il richiedente se accetta queste proposte di modifica ha 15gg di tempo per integrare questa documentazione (il termine dei 60 o 120gg riparte alla presentazione delle integrazioni o modifiche).
  2. presentare richiesta di integrazione (entro i primi 30gg dalla presentazione della domanda di PDC).
  3. Indire una CONFERENZA DI SERVIZI nel caso in cui al termine di 60 o 120gg ancora non siano arrivate le autorizzazioni necessarie e quindi il procedimento amministrativo non può essere portato a termine, ad esempio nel caso in cui sussista un

ll responsabile formula una “PROPOSTA DI PROVVEDIMENTO” e se l’esito è favorevole il responsabile ha 15gg per notificare all’interessato il provvedimento finale, decorso questo termine si ha comunque il rilascio con silenzio-assenso (tranne nel caso in cui sussistano dei vincoli, in quel caso sussiste il silenzio-diniego e la domanda viene respinta).

L’atto viene pubblicato sull’Albo Pretorio del comune.

Una volta ottenuto il Permesso, i lavori devono iniziare entro un anno dal rilascio ed essere ultimati entro tre anni (con relativo collaudo) dall’inizio dei lavori.

Generalmente è soggetto al pagamento di ONERI CONCESSORI (oneri di urbanizzazione e contributo di costruzione, che vedremo più avanti).

COME FACCIO SE NON HO PRESENTATO IL PDC E HO INIZIATO I LAVORI, OPPURE HO GIA’ FINITO?

Se vengono eseguiti interventi difformi oppure in assenza di PDC il comune può ordinare la demolizione del manufatto abusivo a totale carico del proprietario.

Se non si procede alla demolizione si entra nel penale con l’arresto fino a 2 anni e sanzione, il bene viene confiscato e si procederà con la demolizione coatta a carico di chi ha commesso l’abuso.

Se gli interventi eseguiti senza PDC, risultassero conformi durante i lavori di costruzione e all’atto di presentazione della domanda in sanatoria alla normativa, al PRG (Piano Regolatore Generale) e alle NTA (Norme Tecniche Di Attuazione del PRG) è possibile richiedere un PDC in sanatoria.

La domanda va presentata in comune che entro 60gg dovrà dare esito positivo e si dovrà pagare il doppio del contributo di costruzione entro il termine assegnato.

COSA SONO GLI ONERI CONCESSORI:

  • Contributo di costruzione
  • Oneri di urbanizzazione sono una partecipazione del cittadino alle spese che il comune affronta per le opere di urbanizzazione (strade, verde attrezzato, impianti sportivi, illuminazione pubblica, fognature, scuole ecc), il privato cittadino può decidere di non versare questi oneri ma dovrà realizzarle per il comune a sue spese.

Valentina Mancini


Mi sono laureata a “La Sapienza” di Roma in Tecniche dell’Architettura e delle Costruzioni, amo tutto del mio lavoro e cerco sempre di dare il massimo ai miei clienti.



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